Il macellaio

Era arrivato nel mio paese un nuovo macellaio. Quello di prima era morto per un infarto e siamo stati costretti, per qualche tempo, a comprare la carne nel paese vicino. Poi, dal nulla, arrivò lui. Era l’ultimo giorno di scuola e stavo tornando a casa in bicicletta, quando lo vidi arrivare seguito da tre grossi… Continua a leggere Il macellaio

Notturna

S’inerpica la montagna per il cielo e lesto la segue il rovo, a segnare il passo. Cercano le nuvole, nere o limpide, e aspettano che teneramente li accarezzino in banchi di nebbie. Consumano il loro amore e intanto altre vite si cullano al loro talamo: faggi alteri, felci verdi di acqua, e animali: cervi, ricci,… Continua a leggere Notturna

Ar funerale mio

Ar funerale mio io nun ce sarò, nun ve starò a guardà dall’arto – o dar basso: ce sarete solo voi colle lenti scure a nasconne ’r trucco – se sfatto, se ‘ntatto – cor dolore vero o coi singhiozzi finti. De’ la morte mia io nun saprò gnente: sarà bella, sarà brutta, si metterete… Continua a leggere Ar funerale mio

Onan

Mi masturbavo almeno cinque volte al giorno. Iniziavo la mattina, ancora nel dormiveglia, e mi addormentavo la sera col membro in mano. Quando ero piccolo arrivavo a scorticarmi. La pelle mi bruciava e urinare era un tormento, ma ugualmente non riuscivo a farne a meno. Poi imparai a non farmi male. La mia prima sega… Continua a leggere Onan

Tourette, appunti sullo sbraitare

❝Ho individuato questa sindrome, che a quanto pare dilaga negli ultimi tempi, l’estrema risorsa che resta all’uomo di sfogare la sua rabbia contro il mondo: la mente, la coscienza, l’intelligenza ormai tacciono, hanno dato forfait. Non c’è più né voglia né forza di dire “no”, di contrastare in qualche modo il corso delle cose. Questo… Continua a leggere Tourette, appunti sullo sbraitare

Intermezzo

Un vecchio appunto, dedicato (con molta poca modestia) a Pirandello personaggi: Coro, narratore, attore protagonista, prima attrice, la Sciantosa, gobbo. Coro: Cantiamo! Cantiamo affinché voi udiate che toccò in sorte a codesto sciagurato! Sciagurato, sì: sciagurato, perché sono note di sventura, inni alla scalogna i nostri, ed altri non ne conosciamo. Cantiamo! Cantiamo! E voi… Continua a leggere Intermezzo

Sora mia

A Sora bella, ma che te acconci a fa’? Nun lo vedi che nell’occhio mio nun c’è ‘na fiamma, nun ce sta amore, che me ne faccio der visetto tuo? Che m’emporta se m’ancheggi, si me te strusci – gatta de strada – come a dimme: -Ahò, nun ‘o vedi quanto so bella? Nun ‘o… Continua a leggere Sora mia

L’amore è ‘n lusso pe’ signori

Si sei ‘n poveraccio nun te poi manco innamorà: si lei è ricca, nun te se fila; si è povera, tra lli stracci ‘a polvere e ‘a zozzeria, è più lo schifo che te fa d’ ‘a grazia, si lla tiene. Si sei ‘n poveraccio t’accontenti: si c’ha ‘r naso storto, si c’ha le zinne… Continua a leggere L’amore è ‘n lusso pe’ signori

La Comare Secca

La Comare Secca ce lo sai chi è? L’ho incontrata l’antra sera ch’usciva tutt’azzimata: -’Ndo vai, Comare Se’? Pe’ chi te stai a ffà bbona? -Me ne vado a rimorchià, a raccattà quarche pischello: c’ho voja d’avventure, c’ho ‘n prurito sott’ar petto! E se ne annava, tutta bbella, cor sorriso da regazzina, camminava coll’anche: mo… Continua a leggere La Comare Secca

Il ventisette

Il ventisette 1 I. Il giorno ventisette il signor Cavalli aveva deciso di ritirare tutti i suoi soldi in banca, quasi 100.000 euro in contanti. Aveva comperato una valigetta di pelle di ottima fattura, si era rasato barba e capelli, aveva indossato il suo cappotto migliore e si era diretto in banca con passo fermo… Continua a leggere Il ventisette

Il fucile e la fotografia

-Ah, sì, lo so che non si uccide, mica sono un assassino, ma che c’entra coi tedeschi? Il mio dovere era difendere, e l’ho rispettato, se per difenderci dovevamo ammazzare, beh,non era colpa nostra. E lo farei ancora, cosa credi: pecca chi offende la vita, non chi combatte per lei. Mio nonno era cattolico praticante,… Continua a leggere Il fucile e la fotografia

Frammenti dal carcere

I. Avevano portato via Andrea per una visita -così ci avevano detto- e tutti sapevamo che non lo avremmo più rivisto. La settimana prima, col suo avvocato, aveva denunciato secondini e direttore, e qualche giornale nazionale aveva riportato la sua testimonianza sulle condizioni disumane del carcere. La cosa non era piaciuta e gli avevano chiesto… Continua a leggere Frammenti dal carcere

Il funerale

La mattina si annunciava torrida e polverosa, le lenzuola, scaraventate sul pavimento, erano l’unica cosa rimasta asciutta, mentre cuscino, materasso e capelli boccheggiavano di sudore. Il funerale era alle undici, alle dieci dovevo andare da zia Carmelina e da zio Tonino. La morta aveva novantasette anni. Non avevo mai visto zia Carmelina e zio Tonino,… Continua a leggere Il funerale