Cruccio numero sette

Fin da bambino R. era mosso da una fantasia fuori del normale, tanto che, a differenza dei suoi coetanei che, quando richiamati al dovere, smettevano i loro giochi, portava persino a tavola i suoi amici immaginari, mettendo in grave imbarazzo tutta la famiglia, soprattutto perché si trattava sempre di mostri dall’appetito singolare e smisurato. I… Continua a leggere Cruccio numero sette

Cruccio numero sei

T. non si rassegnava all’idea di dover morire e ogni giorno, con tono serio e deciso, diceva a conoscenti e amici che lui alla Morte le avrebbe cantate e che se ancora non lo aveva fatto era perché non ne voleva sapere di farla finita, condizione unica ma necessaria al suo proposito.  Ritrovandosi una notte… Continua a leggere Cruccio numero sei

Cruccio numero cinque 

La Morte lo chiamava tutti i giorni perché voleva imparare a giocare a scacchi, giacché le avevano detto che in genere, quando si muore, si ha una seconda possibilità, giocando, appunto, una partita. La sua ignoranza delle regole la metteva in un imbarazzante svantaggio, e per questo aveva cercato chi potesse darle qualche lezione in… Continua a leggere Cruccio numero cinque 

Cruccio numero due

A. era da sempre infastidito dal non potersi specchiare senza che la sua immagine risultasse falsata dall’immobilità che necessariamente l’atto dello specchiarsi richiedeva. Aveva provato diverse tecniche, mettendo in campo specchi in quantità e di diverse grandezze, ma ancora non era soddisfatto del risultato, vedendo che sempre, anche camminando, la sua posa perdeva di naturalezza.… Continua a leggere Cruccio numero due

La leggenda della Madonna della Nicchia

Quella della Madonna della Nicchia è una leggenda che si tramanda di madre in figlia, di nonna in nipote, affidata nei secoli alla memoria delle donne del paese. Era da sempre rannicchiata tra gli scogli, e da sempre gli anziani si rivolgevano a lei per risolvere le questioni più spinose o anche solo per chiederle… Continua a leggere La leggenda della Madonna della Nicchia

Ricordi

* Gli occhiali di Elsa erano enormi, di plastica marrone, sempre puliti, limpidi anche nei giorni di pioggia. I suoi occhi, invece, gli occhi di Elsa, erano piccoli, umidi, squittivano da un punto all’altro e sempre parevano nascondere, nascondersi, anzi, dietro quelle lenti tirate a specchio. Era buona Elsa, ma il male lo sapeva fare… Continua a leggere Ricordi

Quartieri romani

Paragrafo primo – ‘R morto Ci so dei posti dove è bello stare, dove te ritrovi e puro te ce perdi, si c’hai bisogno de perdette; poi ce ne so’ antri – de posti – brutti, tristi che so bboni solo a ricordatte ‘nt’è zozza sta vitaccia, ‘nt’è velenosa. ‘A chiesetta nostra è uno de… Continua a leggere Quartieri romani

Un giorno alla Coop

(Pubblicato col titolo “Chi mangia bio campa cent’anni” su Cadillac n.9) E’ difficile immaginare, svegliandoci ogni mattina alla stessa ora, che la giornata non andrà come avevamo pensato sarebbe andata la sera prima, addormentandoci. Di certo non si aspettava nulla di particolare Nicola, sbuffando già all’idea di dover rimettere a posto tutti i prodotti che… Continua a leggere Un giorno alla Coop