Le donne di Messina, Elio Vittorini

[…] Era un cerro, ch’è della famiglia delle querce, albero di legno duro. Solo nel villaggio, a un’estremità di esso, e il solo di chilometri e chilometri intorno, era più fiero, a vederlo, e come più sacro, dell’ingresso romanico al buio della chiesa sua vicina; come più di quella impregnato d speranze, voti, disegni umani… Continua a leggere Le donne di Messina, Elio Vittorini

Luigi Caraffa, una tragedia semiseria

“Dio li accocchia e poi li scocchia”, quella santa di mia madre aveva proprio ragione, e io a Dio ho voluto dare una mano: lui mi ha accocchiato e io mi sono scocchiato! E uno fa presto a parlare, “povera donna” di qua, “povera donna” di là… E io? Che dovrei dire io? Ma voi… Continua a leggere Luigi Caraffa, una tragedia semiseria

La leggenda della Madonna della Nicchia

Quella della Madonna della Nicchia è una leggenda che si tramanda di madre in figlia, di nonna in nipote, affidata nei secoli alla memoria delle donne del paese. Era da sempre rannicchiata tra gli scogli, e da sempre gli anziani del paese si rivolgevano a lei per risolvere le questioni più spinose o anche solo… Continua a leggere La leggenda della Madonna della Nicchia

Il macellaio

Era arrivato nel mio paese un nuovo macellaio. Quello di prima era morto per un infarto e siamo stati costretti, per qualche tempo, a comprare la carne nel paese vicino. Poi, dal nulla, arrivò lui. Era l’ultimo giorno di scuola e stavo tornando a casa in bicicletta, quando lo vidi arrivare seguito da tre grossi… Continua a leggere Il macellaio

San Gregorio

Il primo fatto era questo: era stato commesso un delitto; il secondo fatto era che di questo delitto non vi era traccia. Il paese di San Gregorio sibilava da settimane e i suoi sibili, anche se più discreti dell’acquattarsi di una biscia, avevano raggiunto il maresciallo dei carabinieri. Tutto era cominciato con un piangere sommesso.… Continua a leggere San Gregorio

Cadillac numero 16A [Speciale Premio Calvino], luglio 2017

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EDITORIALE Cari lettori di Cadillac, bentrovati. Quello che avete tra le mani (virtualmente) è un altro numero atipico della nostra rivista. Molti di voi lo sanno, ma lo ripetiamo per i nuovi lettori: Cadillac è una rivista letteraria auto-prodotta, gratuita, senza scopo di lucro né una versione cartacea: non ha entrate…

Ricordi

* Gli occhiali di Elsa erano enormi, di plastica marrone, sempre puliti, limpidi anche nei giorni di pioggia. I suoi occhi, invece, gli occhi di Elsa, erano piccoli, umidi, squittivano da un punto all’altro e sempre parevano nascondere, nascondersi, anzi, dietro quelle lenti tirate a specchio. Era buona Elsa, ma il male lo sapeva fare… Continua a leggere Ricordi

Cadillac numero 12, settembre 2016

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EDITORIALE Benvenuti su Cadillac 12, il primo numero della nostra prestigiosa rivista letteraria (nota in tutto il mondo per la peculiarità di auto-redigersi) realizzato con un innovativo metodo di auto-redazione collettiva tramite spreadsheet e comitato di lettura composto da 13 “esterni” più tre lettori integrati nella fattispecie antani. Dopo tanti anni…

I vecchi

Dicono che dei vecchi parlino le rughe, accavallate sulla fronte, o in discesa sul labbro a rigare la voce. Parlano però anche le schiene curve, rannicchiate al ventre, e le macchie sulle mani, i capelli radi sotto falde e foulard scelti con cura ai tempi della bellezza. Dicono che parlino le ossa stanche e la… Continua a leggere I vecchi

Notturna

S’inerpica la montagna per il cielo e lesto la segue il rovo, a segnare il passo. Cercano le nuvole, nere o limpide, e aspettano che teneramente li accarezzino in banchi di nebbie. Consumano il loro amore e intanto altre vite si cullano al loro talamo: faggi alteri, felci verdi di acqua, e animali: cervi, ricci,… Continua a leggere Notturna

Ar funerale mio

Ar funerale mio io nun ce sarò, nun ve starò a guardà dall’arto – o dar basso: ce sarete solo voi colle lenti scure a nasconne ’r trucco – se sfatto, se ‘ntatto – cor dolore vero o coi singhiozzi finti. De’ la morte mia io nun saprò gnente: sarà bella, sarà brutta, si metterete… Continua a leggere Ar funerale mio

Onan

Mi masturbavo almeno cinque volte al giorno. Iniziavo la mattina, ancora nel dormiveglia, e mi addormentavo la sera col membro in mano. Quando ero piccolo arrivavo a scorticarmi. La pelle mi bruciava e urinare era un tormento, ma ugualmente non riuscivo a farne a meno. Poi imparai a non farmi male. La mia prima sega… Continua a leggere Onan

Tourette, appunti sullo sbraitare

❝Ho individuato questa sindrome, che a quanto pare dilaga negli ultimi tempi, l’estrema risorsa che resta all’uomo di sfogare la sua rabbia contro il mondo: la mente, la coscienza, l’intelligenza ormai tacciono, hanno dato forfait. Non c’è più né voglia né forza di dire “no”, di contrastare in qualche modo il corso delle cose. Questo… Continua a leggere Tourette, appunti sullo sbraitare