Cruccio numero dieci

Non gli era mai andata troppo a genio l’idea di rimanere per sempre un essere umano. Non gli piacevano tutti quegli obblighi inutili, dover lavorare su tutti, ma in generale tutte le responsabilità di una vita socialmente accettabile lo annoiavano terribilmente e non ne riusciva a capire l’utilità. Il vecchio del paese, stanco di sentirlo… Continua a leggere Cruccio numero dieci

Cruccio numero nove

B. era riuscito a diventare una farfalla, dopo anni e anni di tentativi maldestri. C’era riuscito un giorno quasi senza che se ne rendesse conto: si era appisolato sul divano e un ragno annoiato aveva deciso di rivestirlo completamente con la sua ragnatela. In un primo momento la cosa lo aveva lasciato interdetto, ma quando,… Continua a leggere Cruccio numero nove

Cruccio numero otto

Fantasticando sul suo futuro con Lara, graziosa commessa che tentava da tempo di avvicinare, P. aveva capito che tutto sommato non era poi così sicuro di voler condividere la sua futura villa in campagna con quella giovane ragazza. Aveva notato che a differenza dei primi tempi, quando le sue visioni erano allegre e spensierate, era… Continua a leggere Cruccio numero otto

Cruccio numero sette

Fin da bambino R. era mosso da una fantasia fuori del normale, tanto che, a differenza dei suoi coetanei che, quando richiamati al dovere, smettevano i loro giochi, portava persino a tavola i suoi amici immaginari, mettendo in grave imbarazzo tutta la famiglia, soprattutto perché si trattava sempre di mostri dall’appetito singolare e smisurato. I… Continua a leggere Cruccio numero sette

Cruccio numero sei

T. non si rassegnava all’idea di dover morire e ogni giorno, con tono serio e deciso, diceva a conoscenti e amici che lui alla Morte le avrebbe cantate e che se ancora non lo aveva fatto era perché non ne voleva sapere di farla finita, condizione unica ma necessaria al suo proposito.  Ritrovandosi una notte… Continua a leggere Cruccio numero sei

Cruccio numero cinque 

La Morte lo chiamava tutti i giorni perché voleva imparare a giocare a scacchi, giacché le avevano detto che in genere, quando si muore, si ha una seconda possibilità, giocando, appunto, una partita. La sua ignoranza delle regole la metteva in un imbarazzante svantaggio, e per questo aveva cercato chi potesse darle qualche lezione in… Continua a leggere Cruccio numero cinque 

Cruccio numero tre

Obiettivo dopo obiettivo, il signor M. aveva percorso la strada della sua vita a grandi falcate, procedendo spedito verso l’agognata pensione. Aveva concluso brillantemente gli studi, il lavoro lo aveva trovato senza particolari sforzi, aveva messo su una bella e solida famiglia, lasciando in eredità al suo unico figlio, oltre a una cospicua somma di… Continua a leggere Cruccio numero tre

Cruccio numero quattro 

Divenuto, per una sfida con un amico che non lo riteneva capace, esperto dell’arte onirica e in particolare specializzatosi nella facoltà di governare i suoi propri sogni come la sua propria reale esistenza, I. aveva stabilito un segnale per ricordare in quale universo stesse vivendo, perché teneva particolarmente all’ordine delle cose. Sfortuna volle che I.,… Continua a leggere Cruccio numero quattro 

Cruccio numero due

A. era da sempre infastidito dal non potersi specchiare senza che la sua immagine risultasse falsata dall’immobilità che necessariamente l’atto dello specchiarsi richiedeva. Aveva provato diverse tecniche, mettendo in campo specchi in quantità e di diverse grandezze, ma ancora non era soddisfatto del risultato, vedendo che sempre, anche camminando, la sua posa perdeva di naturalezza.… Continua a leggere Cruccio numero due

Cruccio numero uno

G., giovane di nessuna particolare speranza, si era svegliato quella mattina nella fastidiosa condizione d’esser morto senza essere riuscito a cambiarsi d’abito. Non era tanto il pigiama a crucciarlo, quanto le mutande che, contrariamente a quanto gli raccomandava sempre sua madre, non aveva trovato necessario indossarne di pulite. Aveva passato l’ultimo periodo della sua vita… Continua a leggere Cruccio numero uno

Luigi Caraffa, una tragedia semiseria

“Dio li accocchia e poi li scocchia”, quella santa di mia madre aveva proprio ragione, e io a Dio ho voluto dare una mano: lui mi ha accocchiato e io mi sono scocchiato! E uno fa presto a parlare, “povera donna” di qua, “povera donna” di là… E io? Che dovrei dire io? Ma voi… Continua a leggere Luigi Caraffa, una tragedia semiseria

La leggenda della Madonna della Nicchia

Quella della Madonna della Nicchia è una leggenda che si tramanda di madre in figlia, di nonna in nipote, affidata nei secoli alla memoria delle donne del paese. Era da sempre rannicchiata tra gli scogli, e da sempre gli anziani si rivolgevano a lei per risolvere le questioni più spinose o anche solo per chiederle… Continua a leggere La leggenda della Madonna della Nicchia

Il macellaio

Era arrivato nel mio paese un nuovo macellaio. Quello di prima era morto per un infarto e siamo stati costretti, per qualche tempo, a comprare la carne nel paese vicino. Poi, dal nulla, arrivò lui. Era l’ultimo giorno di scuola e stavo tornando a casa in bicicletta, quando lo vidi arrivare seguito da tre grossi… Continua a leggere Il macellaio

San Gregorio

Il primo fatto era questo: era stato commesso un delitto; il secondo fatto era che di questo delitto non vi era traccia. Il paese di San Gregorio sibilava da settimane e i suoi sibili, anche se più discreti dell’acquattarsi di una biscia, avevano raggiunto il maresciallo dei carabinieri. Tutto era cominciato con un piangere sommesso.… Continua a leggere San Gregorio

Ricordi

* Gli occhiali di Elsa erano enormi, di plastica marrone, sempre puliti, limpidi anche nei giorni di pioggia. I suoi occhi, invece, gli occhi di Elsa, erano piccoli, umidi, squittivano da un punto all’altro e sempre parevano nascondere, nascondersi, anzi, dietro quelle lenti tirate a specchio. Era buona Elsa, ma il male lo sapeva fare… Continua a leggere Ricordi

Onan

Mi masturbavo almeno cinque volte al giorno. Iniziavo la mattina, ancora nel dormiveglia, e mi addormentavo la sera col membro in mano. Quando ero piccolo arrivavo a scorticarmi. La pelle mi bruciava e urinare era un tormento, ma ugualmente non riuscivo a farne a meno. Poi imparai a non farmi male. La mia prima sega… Continua a leggere Onan

Primo Ragone (ospite su Crapula.it)

Nei tempi antichi era uso comune condividere la propria esistenza con i cari defunti, o anche con i defunti in generale, quelli cattivi, quelli sconosciuti, quelli che semplicemente erano morti e che sembravano non sopportare l’idea che ci si dimenticasse di loro. Per questa ragione, anche se le modalità non erano uguali ovunque, si cercava… Continua a leggere Primo Ragone (ospite su Crapula.it)

Il ventisette

Il ventisette 1 I. Il giorno ventisette il signor Cavalli aveva deciso di ritirare tutti i suoi soldi in banca, quasi 100.000 euro in contanti. Aveva comperato una valigetta di pelle di ottima fattura, si era rasato barba e capelli, aveva indossato il suo cappotto migliore e si era diretto in banca con passo fermo… Continua a leggere Il ventisette

Frammenti dal carcere

I. Avevano portato via Andrea per una visita -così ci avevano detto- e tutti sapevamo che non lo avremmo più rivisto. La settimana prima, col suo avvocato, aveva denunciato secondini e direttore, e qualche giornale nazionale aveva riportato la sua testimonianza sulle condizioni disumane del carcere. La cosa non era piaciuta e gli avevano chiesto… Continua a leggere Frammenti dal carcere

Cesare Bonfantini

Fra i camerieri di uno dei più rinomati ristoranti milanesi, c’era uno scontento venticinquenne romano, uno dei tanti convinti che il nord Italia fosse l’equivalente del sogno americano e che aveva lasciato la capitale per trovare fortuna, amore e felicità. Cantava ogni giorno gli stornarelli romani, e spesso lo accompagnava in seconda voce il cuoco… Continua a leggere Cesare Bonfantini