Cruccio numero dieci

Non gli era mai andata troppo a genio l’idea di rimanere per sempre un essere umano. Non gli piacevano tutti quegli obblighi inutili, dover lavorare su tutti, ma in generale tutte le responsabilità di una vita socialmente accettabile lo annoiavano terribilmente e non ne riusciva a capire l’utilità. Il vecchio del paese, stanco di sentirlo… Continua a leggere Cruccio numero dieci

Cruccio numero nove

B. era riuscito a diventare una farfalla, dopo anni e anni di tentativi maldestri. C’era riuscito un giorno quasi senza che se ne rendesse conto: si era appisolato sul divano e un ragno annoiato aveva deciso di rivestirlo completamente con la sua ragnatela. In un primo momento la cosa lo aveva lasciato interdetto, ma quando,… Continua a leggere Cruccio numero nove

Luigi Caraffa, una tragedia semiseria

“Dio li accocchia e poi li scocchia”, quella santa di mia madre aveva proprio ragione, e io a Dio ho voluto dare una mano: lui mi ha accocchiato e io mi sono scocchiato! E uno fa presto a parlare, “povera donna” di qua, “povera donna” di là… E io? Che dovrei dire io? Ma voi… Continua a leggere Luigi Caraffa, una tragedia semiseria

Il macellaio

Era arrivato nel mio paese un nuovo macellaio. Quello di prima era morto per un infarto e siamo stati costretti, per qualche tempo, a comprare la carne nel paese vicino. Poi, dal nulla, arrivò lui. Era l’ultimo giorno di scuola e stavo tornando a casa in bicicletta, quando lo vidi arrivare seguito da tre grossi… Continua a leggere Il macellaio

San Gregorio

Il primo fatto era questo: era stato commesso un delitto; il secondo fatto era che di questo delitto non vi era traccia. Il paese di San Gregorio sibilava da settimane e i suoi sibili, anche se più discreti dell’acquattarsi di una biscia, avevano raggiunto il maresciallo dei carabinieri. Tutto era cominciato con un piangere sommesso.… Continua a leggere San Gregorio

Ricordi

* Gli occhiali di Elsa erano enormi, di plastica marrone, sempre puliti, limpidi anche nei giorni di pioggia. I suoi occhi, invece, gli occhi di Elsa, erano piccoli, umidi, squittivano da un punto all’altro e sempre parevano nascondere, nascondersi, anzi, dietro quelle lenti tirate a specchio. Era buona Elsa, ma il male lo sapeva fare… Continua a leggere Ricordi

Sora mia

A Sora bella, ma che te acconci a fa’? Nun lo vedi che nell’occhio mio nun c’è ‘na fiamma, nun ce sta amore, che me ne faccio der visetto tuo? Che m’emporta se m’ancheggi, si me te strusci – gatta de strada – come a dimme: -Ahò, nun ‘o vedi quanto so bella? Nun ‘o… Continua a leggere Sora mia

La Comare Secca

La Comare Secca ce lo sai chi è? L’ho incontrata l’antra sera ch’usciva tutt’azzimata: -’Ndo vai, Comare Se’? Pe’ chi te stai a ffà bbona? -Me ne vado a rimorchià, a raccattà quarche pischello: c’ho voja d’avventure, c’ho ‘n prurito sott’ar petto! E se ne annava, tutta bbella, cor sorriso da regazzina, camminava coll’anche: mo… Continua a leggere La Comare Secca