Cruccio numero otto

Fantasticando sul suo futuro con Lara, graziosa commessa che tentava da tempo di avvicinare, P. aveva capito che tutto sommato non era poi così sicuro di voler condividere la sua futura villa in campagna con quella giovane ragazza. Aveva notato che a differenza dei primi tempi, quando le sue visioni erano allegre e spensierate, era… Continua a leggere Cruccio numero otto

Cruccio numero uno

G., giovane di nessuna particolare speranza, si era svegliato quella mattina nella fastidiosa condizione d’esser morto senza essere riuscito a cambiarsi d’abito. Non era tanto il pigiama a crucciarlo, quanto le mutande che, contrariamente a quanto gli raccomandava sempre sua madre, non aveva trovato necessario indossarne di pulite. Aveva passato l’ultimo periodo della sua vita… Continua a leggere Cruccio numero uno

Il ventisette

Il ventisette 1 I. Il giorno ventisette il signor Cavalli aveva deciso di ritirare tutti i suoi soldi in banca, quasi 100.000 euro in contanti. Aveva comperato una valigetta di pelle di ottima fattura, si era rasato barba e capelli, aveva indossato il suo cappotto migliore e si era diretto in banca con passo fermo… Continua a leggere Il ventisette

Lo scaldabagno

-È morta, sì. Stanotte. No, no, me lo aspettavo, era questione di… I funerali ci saranno dopodomani. Sì, la chiesa piccola, quella di lato… Bene, allora… no, non preoccuparti, non serve niente, ho tutto. Sì, lo sanno. Lo sanno, lo sanno. Va bene. Va bene, ti aspetto domani, ti vengo a prendere. Sì. Sì, a… Continua a leggere Lo scaldabagno

Cesare Bonfantini

Fra i camerieri di uno dei più rinomati ristoranti milanesi, c’era uno scontento venticinquenne romano, uno dei tanti convinti che il nord Italia fosse l’equivalente del sogno americano e che aveva lasciato la capitale per trovare fortuna, amore e felicità. Cantava ogni giorno gli stornarelli romani, e spesso lo accompagnava in seconda voce il cuoco… Continua a leggere Cesare Bonfantini

Lei

Le chiavi le avevo prese, il gas era chiuso e anche le finestre – tranne quella della cucina, quella no, per far entrare aria ché sennò il cane come doveva fare – avevo anche acceso il motore per farlo riscaldare, visto che l’ultima volta ci aveva lasciati come due fessi in mezzo al nulla, e… Continua a leggere Lei