Notturna

S’inerpica la montagna per il cielo e lesto la segue il rovo, a segnare il passo. Cercano le nuvole, nere o limpide, e aspettano che teneramente li accarezzino in banchi di nebbie.
Consumano il loro amore e intanto altre vite si cullano al loro talamo: faggi alteri, felci verdi di acqua, e animali: cervi, ricci, lupi.
S’arrischia talvolta l’uomo a violare il mistero, avanza a fiato corto mentre mille occhi si nascondono, ed egli si cerca e si perde e si ritrova.
È fitto il cuore del monte, coperto di ginestre e muschi e s’addentra nella terra dove un altro cielo lo accoglie, più denso, e il rito si compie e mai si svela.

Luna, Civita

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