Luigi Caraffa, una tragedia semiseria

“Dio li accocchia e poi li scocchia”, quella santa di mia madre aveva proprio ragione, e io a Dio ho voluto dare una mano: lui mi ha accocchiato e io mi sono scocchiato! E uno fa presto a parlare, “povera donna” di qua, “povera donna” di là… E io? Che dovrei dire io? Ma voi… Continua a leggere Luigi Caraffa, una tragedia semiseria

La leggenda della Madonna della Nicchia

Quella della Madonna della Nicchia è una leggenda che si tramanda di madre in figlia, di nonna in nipote, affidata nei secoli alla memoria delle donne del paese. Era da sempre rannicchiata tra gli scogli, e da sempre gli anziani del paese si rivolgevano a lei per risolvere le questioni più spinose o anche solo… Continua a leggere La leggenda della Madonna della Nicchia

Il macellaio

Era arrivato nel mio paese un nuovo macellaio. Quello di prima era morto per un infarto e siamo stati costretti, per qualche tempo, a comprare la carne nel paese vicino. Poi, dal nulla, arrivò lui. Era l’ultimo giorno di scuola e stavo tornando a casa in bicicletta, quando lo vidi arrivare seguito da tre grossi… Continua a leggere Il macellaio

San Gregorio

Il primo fatto era questo: era stato commesso un delitto; il secondo fatto era che di questo delitto non vi era traccia. Il paese di San Gregorio sibilava da settimane e i suoi sibili, anche se più discreti dell’acquattarsi di una biscia, avevano raggiunto il maresciallo dei carabinieri. Tutto era cominciato con un piangere sommesso.… Continua a leggere San Gregorio

Ricordi

* Gli occhiali di Elsa erano enormi, di plastica marrone, sempre puliti, limpidi anche nei giorni di pioggia. I suoi occhi, invece, gli occhi di Elsa, erano piccoli, umidi, squittivano da un punto all’altro e sempre parevano nascondere, nascondersi, anzi, dietro quelle lenti tirate a specchio. Era buona Elsa, ma il male lo sapeva fare… Continua a leggere Ricordi

Onan

Mi masturbavo almeno cinque volte al giorno. Iniziavo la mattina, ancora nel dormiveglia, e mi addormentavo la sera col membro in mano. Quando ero piccolo arrivavo a scorticarmi. La pelle mi bruciava e urinare era un tormento, ma ugualmente non riuscivo a farne a meno. Poi imparai a non farmi male. La mia prima sega… Continua a leggere Onan

Primo Ragone (ospite su Crapula.it)

Nei tempi antichi era uso comune condividere la propria esistenza con i cari defunti, o anche con i defunti in generale, quelli cattivi, quelli sconosciuti, quelli che semplicemente erano morti e che sembravano non sopportare l’idea che ci si dimenticasse di loro. Per questa ragione, anche se le modalità non erano uguali ovunque, si cercava… Continua a leggere Primo Ragone (ospite su Crapula.it)

Il ventisette

Il ventisette 1 I. Il giorno ventisette il signor Cavalli aveva deciso di ritirare tutti i suoi soldi in banca, quasi 100.000 euro in contanti. Aveva comperato una valigetta di pelle di ottima fattura, si era rasato barba e capelli, aveva indossato il suo cappotto migliore e si era diretto in banca con passo fermo… Continua a leggere Il ventisette

Frammenti dal carcere

I. Avevano portato via Andrea per una visita -così ci avevano detto- e tutti sapevamo che non lo avremmo più rivisto. La settimana prima, col suo avvocato, aveva denunciato secondini e direttore, e qualche giornale nazionale aveva riportato la sua testimonianza sulle condizioni disumane del carcere. La cosa non era piaciuta e gli avevano chiesto… Continua a leggere Frammenti dal carcere

Cesare Bonfantini

Fra i camerieri di uno dei più rinomati ristoranti milanesi, c’era uno scontento venticinquenne romano, uno dei tanti convinti che il nord Italia fosse l’equivalente del sogno americano e che aveva lasciato la capitale per trovare fortuna, amore e felicità. Cantava ogni giorno gli stornarelli romani, e spesso lo accompagnava in seconda voce il cuoco… Continua a leggere Cesare Bonfantini

Lei

Le chiavi le avevo prese, il gas era chiuso e anche le finestre – tranne quella della cucina, quella no, per far entrare aria ché sennò il cane come doveva fare – avevo anche acceso il motore per farlo riscaldare, visto che l’ultima volta ci aveva lasciati come due fessi in mezzo al nulla, e… Continua a leggere Lei

Gerardo Scognamiglio

Gerardo Scognamiglio, grazie a un voto fatto da sua madre a san Gennaro, che lo fece lei per lui poiché lui era ateo, era riuscito finalmente a trovare un posto fisso, con contratto in regola, malattia e ferie pagate, e pure la tredicesima, con la quale avrebbe potuto ricambiare il favore se non a san… Continua a leggere Gerardo Scognamiglio

Quartieri romani

Paragrafo primo – ‘R morto Ci so dei posti dove è bello stare, dove te ritrovi e puro te ce perdi, si c’hai bisogno de perdette; poi ce ne so’ antri – de posti – brutti, tristi che so bboni solo a ricordatte ‘nt’è zozza sta vitaccia, ‘nt’è velenosa. ‘A chiesetta nostra è uno de… Continua a leggere Quartieri romani

Istrice, racconto partigiano

Paura. Era l’unica cosa che riuscivamo a pensare, tutti, senza falsi eroismi. All’epoca avevo 13 anni e a dire il vero non capivo bene cosa accadesse attorno a me. Vivevo in campagna, andavo alla messa, e volevo sposare Margherita, che però non penso volesse sposare me. Mia madre cantava ogni giorno canzoni d’amore, e dalle… Continua a leggere Istrice, racconto partigiano

Un giorno alla Coop

(Pubblicato col titolo “Chi mangia bio campa cent’anni” su Cadillac n.9) E’ difficile immaginare, svegliandoci ogni mattina alla stessa ora, che la giornata non andrà come avevamo pensato sarebbe andata la sera prima, addormentandoci. Di certo non si aspettava nulla di particolare Nicola, sbuffando già all’idea di dover rimettere a posto tutti i prodotti che… Continua a leggere Un giorno alla Coop

Gujermo, ‘r divo

(Pubblicato sul secondo numero di #Self, a cura di Alberto Forni) Roma. Roma ‘a maggica, Roma ‘a lercia. Roma te divide l’anima, nun sai mai si la ami o si la odi. Quarcuno ce viene ppe’ trovà ‘a svorta, ner cinema, ne la musica, ner ber monno insomma; po’ ce stanno quelli che ce vengono… Continua a leggere Gujermo, ‘r divo

Benito Cenci, una storia romana

(Pubblicato sul numero 29 della rivista ‘Tina, di Matteo B. Bianchi) 0° Me chiamo Cenci Benito, fijo de Cenci Ottavio e Proietti Giulia. Nato a Roma, ‘r giorno 23 ottobre 1943, in via dell’Acqua Bullicante n°13, residente in via dell’Acqua Bullicante n°13. Ho 18 anni, so’ attualmente occupato, lavoro in un negozio de generi vari,… Continua a leggere Benito Cenci, una storia romana