Seguo Anonymous da poco tempo, troppo poco per permettermi di parlare di quest’idea senza il timore di cadere in errore; è però molto tempo che mi sono stancata della politica, di quella parlamentare come di quella da bar, è molto tempo che mi sono stancata delle organizzazioni politiche, ancorate a ideologie trapassate e per questo immobili, per questo incapaci di guardare seriamente ai problemi reali;
molti si sono rifugiati nel Movimento 5 stelle, un movimento che, a mio avviso, non ha portato nulla di nuovo, ma ha dato solo modo a qualcuno di sfogare sentimenti e frustrazioni personali.
Politico dovrebbe essere ciò che concerne il governo di una collettività, e la collettività dovrebbe essere il primo motore delle azioni politiche; inutile sentenziare oltre: è storia vecchia e non farei che aggiungere inutili parole al solito minestrone di lamentele.
Infatti non voglio parlare del governo, voglio parlare di Anonymous e esattamente del perché credo che Anonymous possa fare qualcosa.
Le varie organizzazioni politiche e sociali presenti sul territorio, si muovono battendo strade ormai vecchie: chi ancora urla al comunismo, chi al fascismo; chi vuole la lotta armata, chi solo il suo tornaconto; e insomma, anche qui poco da aggiungere.
Anonymous fa altro, non parla in termini di fascismi e comunismi -pure se combatte Casa Pound- parla in termini di diritti, di doveri, di qualità di vita, parla guardando al mondo, dicendoci: “da noi accade questo, guardate un po’ cosa accade qui”; l’idea di Anonymous è globale, e in quanto globale è di tutti, è per i diritti di tutti, per il rispetto di tutti, senza dimenticare la storia, ma senza lasciarsi trascinare in inutili lotte fra defunti ideologici.
Le sue battaglie sono a tutto tondo: contro la pedofilia, contro il maltrattamento degli animali, contro la violenza politica, contro la censura mediatica.
Non rispecchiarsi in queste battaglie non significa essere “democratici”, significa essere pazzi, oppure essere dalla parte dei carnefici e da quella dei bavagli mentali.
Io non sono un hacker, non sono attivista, non sono niente, ma, se Anonymous è un’idea, allora io sono questa idea.
Non è terrorismo, non sono un branco di comunisti-anarchici-ebrei-immigrati-atei-fattoni, sono convinta di questo.
Anonymous siamo tutti, siamo tutti noi che non indossiamo simboli perché sappiamo indignarci da soli, perché abbiamo una nostra sensibilità.
E questo, evidentemente, spaventa molto di più di un “vaffanculo” in piazza o di una bandiera, perché non mette etichette, non identifica nessuno. Credo sia questo il senso di Anonymous, e questo senso mi piace.
A voi non so.
http://anonitaly.blogspot.it/2013/05/siamo-un-idea-non-siamo-terroristi.html



