Cruccio numero tre

Obiettivo dopo obiettivo, il signor M. aveva percorso la strada della sua vita a grandi falcate, procedendo spedito verso l’agognata pensione.
Aveva concluso brillantemente gli studi, il lavoro lo aveva trovato senza particolari sforzi, aveva messo su una bella e solida famiglia, lasciando in eredità al suo unico figlio, oltre a una cospicua somma di denaro, anche la sua predisposizione alla realizzazione borghese; insomma, aveva fatto tutto quanto gli sembrava necessario per potersi ritenere finalmente soddisfatto, quando si rese conto di non essere soddisfatto per niente.

Dopo la colazione, si era appartato nel suo studio, e, presasi la testa tra le mani con fare drammatico, passò la mattinata a cercare di capire dove avesse sbagliato.

Durante il funerale la moglie, commossa, dichiarò che il defunto non lasciava né rimorsi né rimpianti, ma in cuor suo sapeva anche lei che qualcosa era andato storto.

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