Cruccio numero uno

G., giovane di nessuna particolare speranza, si era svegliato quella mattina nella fastidiosa condizione d’esser morto senza essere riuscito a cambiarsi d’abito. Non era tanto il pigiama a crucciarlo, quanto le mutande che, contrariamente a quanto gli raccomandava sempre sua madre, non aveva trovato necessario indossarne di pulite. Aveva passato l’ultimo periodo della sua vita a non trovare necessarie molte cose, a causa dell’infelice conclusione della storia d’amore con la signorina B., anche lei senza nessuna speranza precisa, ma con l’ostinato desiderio di riproduzione.

Sarà proprio lei a trovarlo tra qualche ora, quando, presa da nostalgia, lo andrà a trovare per sistemare le cose.

Guardandogli la biancheria, si rallegrerà di non aver fatto in tempo a sposare un giovane tanto sbadato.

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