Lo scaldabagno

-È morta, sì. Stanotte. No, no, me lo aspettavo, era questione di… I funerali ci saranno dopodomani. Sì, la chiesa piccola, quella di lato… Bene, allora… no, non preoccuparti, non serve niente, ho tutto. Sì, lo sanno. Lo sanno, lo sanno. Va bene. Va bene, ti aspetto domani, ti vengo a prendere. Sì. Sì, a domani.
Aveva passato l’intera settimana in ospedale ed erano tre giorni che non faceva un bagno.
-Hai lasciato tu lo scaldabagno spento?
-È rotto!
-Cazzo!
-Quando cazzo ti decidi a passare al metano?
-È morta la nonna.
Aveva ordinato due pizze, avrebbe voluto cenare con sua figlia, ma anche quella sera lei aveva preferito mangiare in camera sua, parlando su Skype con le amiche.
Non le perdonava il fatto di aver lasciato suo padre, di averla costretta a stare con lei, di non lasciarla uscire quando le pareva.
-È l’adolescenza, eri così anche tu.
-Bah, a volte la rispedirei da quello stronzo di Michele.
Michele, il suo ex marito, viveva con una ventenne, e, anche se sua figlia non lo sapeva, non aveva nessuna intenzione di ricominciare a fare il padre.
Nessuno dei due la voleva, e forse lei un po’ lo sapeva.
Era rimasta incinta a 21 anni, i medici del consultorio non le avevano voluto dare la pillola e lei dopo non se l’era sentita di abortire. Michele la sposò perché non sapeva che altro fare.
Non le era mai piaciuto fare la madre. Prima di Erica era felice, aveva mille progetti, era magra, bella, libera. Dopo Erica, era cambiato tutto. Prima di tutto il suo corpo.
-Domani viene tua zia, dormirà nella tua stanza.
-Che palle! Allora vado da Marica, non voglio dormire con te.
-Vai dove vuoi, basta che vieni ai funerali.
-Devi firmarmi la giustificazione.
-Per cosa?
-Per l’interrogazione di domani.
-Mi spieghi che cazzo hai fatto a casa questi giorni? Non firmo un bel niente!
-Sei sempre la solita stronza!
Avrebbe potuto firmarla quella giustificazione, ma non le andava. Non era mai andata a trovare la nonna in ospedale, e ora voleva anche usarla come scusa.
-E quella piccola stupida sarebbe mia figlia.
Non si faceva capace.
Non era facile ammettere di odiarla, ma era odio quello che provava per lei, nessun amore materno, nessun affetto.
-Dopo i funerali chiamo suo padre, la voglio mandare a studiare all’estero.
-Cosa?
-Non la voglio più fra i piedi, e non la vuole neanche Michele. E poi imparerà cosa vuol dire stare al mondo, è troppo viziata.
-L’hai viziata tu però.
Sua sorella aveva una bella famiglia, tutti uniti, a parte i soliti litigi tra fratelli. Non capiva cosa significasse detestare la propria figlia. Però neanche a lei piaceva Erica, pure se le sembrava assurdo provare antipatia per una ragazzina, sua nipote per di più.
-Sono stati dei bei funerali.
-Non sono belli i funerali.
-Hai parlato con Michele?
-Ha detto che è d’accordo. Mi ha detto anche che ieri Erica lo ha chiamato, che voleva stare da lui.
-E lui?
-Le ha detto che non può, che non ha spazio, ma che prima o poi troverà una casa grande… Le solite cose. Però mi ha detto che mentre parlavano lo ha chiamato Alessandra, e che forse Erica ha sentito.
-Gli ha chiesto qualcosa?
-No, ma mi ha detto che ha chiuso in fretta e poi non lo ha richiamato.
-Ma ora dov’è?
-Michele?
-Macché Michele, Erica!
-Ah, boh, sarà dalle amiche, come al solito.
-In chiesa non l’ho vista.
-No, non c’era.
-Beh, io torno a casa, domani devo accompagnare i ragazzi al campeggio.
Dopo aver salutato la sorella aveva inizia a cercare su internet collegi e scuole per italiani all’estero. Non vedeva l’ora di dirle che aveva deciso di darle i suoi spazi, che non si sarebbero più viste, forse a Natale, o neanche, ché i voli costano, sarebbe bastata una lettera.
Le avrebbe detto che lo faceva per lei, per loro, che insomma sarebbero stati tutti meglio, che a volte le famiglie non sono fatte per stare insieme, che da lontano le cose si capiscono meglio.
-Signora?
-Pronto, mi dica.
-Signora, è lei Giada Regoli?
-Sì?
-Riguarda sua figlia, deve venire in ospedale, è urgente.
Due funerali in una settimana.
Era stanca, aveva bisogno di dormire e di fare un bagno caldo.
-Lo scaldabagno, cazzo!

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...